Il colle Celio,( Caelius Mons) ( Regio I) di cui il nome viene da un capo etrusco chiamato Cælius Vibennus, è situato al sud di Roma, tra l'Esquilino e la depressione dove passa la Via Appia. Il grande Acqua Claudia attraversa completamente il colle fino al Palatino. Prima dell'epoca imperiale, il Celio fu poco menzionato. Sapiamo che un violente incendio sotto Tiberio abbia completamente distrutto tutte le abitazioni. La ricostruzione ha permesso l'edificazione di magnifici palazzi (domus) che fecero del Celio un quartiere piuttosto elegante e ricco.













Costruito nella parte nordovest del Celio, nel centro destro dell’immagine, il grande Mercato di Nerone ( Macellum Magnum ). Più a sinistra il tempio delle Camene, un tempio Sabino. Era in questo tempio che i magistrati deporrevano le tavole di censimento della fortuna dei cittadini.

















Il Grande Mercato di Nerone, in una vista più ravvicinata. Sulla facciata del Grande Mercato, il Querquetulanus, un parco piantato di Querce. Il nome Querquetulanus sarebbe stato la denominazione antica del Celio.






















Ecco, nel centro dell’immagine, nell'angolo ovest del Celio, la valle delle Camene ( Camenae) ed il Bosco Sacro, con la fonte, nel centro, che sorgeva d'una grotta. Le Camene erano ninfe profetiche, appartenendo all'antica religione d'Italia. Alcuni testi le paragonano alle Muse.











Al sud del Bosco Sacro delle Camene, sul Vicus Cyclopis, appare la Caserma della quinta Coorte dei Vigili ( Cohors V Vigilum ) nel centro dell’immagine. Grande costruzione rettangolare, l'edificio è piuttosto imponente. In basso dell’immagine, vicinissima alla caserma, la casa di L. Marius Maximus Pertetuus che fu console nel 198. Era ai piedi del piccolo promontorio di questa domus che si trovava una fenditura, oppure un bucco conosciuto come l' Antro del Ciclope da quello viene la denominazione del Vicus Cyclopis
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I soldati romani stranieri, i peregrini ( uomini liberi che non sono ne romani ne latini ), avevano la lora propria caserma sull'altro lato del Vicus Cyclopis . La Castra Peregrina faceva parte d'un insieme di costruzioni con una prigione ed un tempio, il tempio di Giove Redux che si vede qui dal lato. Infine un portico, l'Aedicula Genii Castrorum, chiudeva il cortile verso il grande acquedotto.